Impatto sociale, documentazione, mostra pubblica

RiScatti

Utilizzare la fotografia come mezzo di impatto sociale.
Portare in mostra la realtà delle cose.

Foto di Fabrizio Beccaria per RiScatti

La fotografia come strumento di inclusione e cambiamento

Dal 2015, Ri-Scatti è un’organizzazione non profit che utilizza la fotografia come mezzo di impatto sociale. Nel corso degli anni, i suoi progetti hanno dato voce a comunità spesso invisibili: persone senza dimora, migranti, adolescenti affetti da tumori, sopravvissuti a terremoti, vittime di bullismo, sex worker, giovani con disturbi alimentari e persone detenute.

Il cuore pulsante di Ri-Scatti è la sua mostra fotografica annuale, organizzata in collaborazione con il Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano (PAC).

Il processo che porta alla mostra è tanto semplice quanto potente. Ogni anno viene scelto un tema e si costruisce un percorso insieme a un’istituzione o associazione che lavora direttamente sul campo. A differenza delle esposizioni tradizionali, i fotografi non sono professionisti: sono proprio le persone coinvolte nelle tematiche affrontate a raccontarsi attraverso le immagini.

Durante un workshop di 12-16 incontri, il team di Ri-Scatti e il curatore del PAC Milano guidano i partecipanti nell’elaborazione visiva delle proprie esperienze, trasformando il loro punto di vista in una narrazione fotografica autentica e intensa. L’obiettivo è chiaro: offrire ai visitatori della mostra una comprensione più profonda ed empatica delle realtà che spesso restano ai margini.

Tutti i proventi derivanti dalla vendita delle fotografie e dei cataloghi ufficiali vengono interamente devoluti all’organizzazione partner del progetto, sostenendone concretamente le attività.

La missione di Ri-Scatti è duplice: sensibilizzare il pubblico e supportare concretamente le realtà non profit che ogni anno collaborano alla creazione di questi straordinari racconti collettivi.

Foto di marco beccaria Per RiScatti