Impatto sociale, documentazione, mostra pubblica
RiScatti
Utilizzare la fotografia come mezzo di impatto sociale.
Portare in mostra la realtà delle cose.
La fotografia come strumento di inclusione e cambiamento
Dal 2015, Ri-Scatti è un’organizzazione non profit che utilizza la fotografia come mezzo di impatto sociale. Nel corso degli anni, i suoi progetti hanno dato voce a comunità spesso invisibili: persone senza dimora, migranti, adolescenti affetti da tumori, sopravvissuti a terremoti, vittime di bullismo, sex worker, giovani con disturbi alimentari e persone detenute.
Il cuore pulsante di Ri-Scatti è la sua mostra fotografica annuale, organizzata in collaborazione con il Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano (PAC).
Il processo che porta alla mostra è tanto semplice quanto potente. Ogni anno viene scelto un tema e si costruisce un percorso insieme a un’istituzione o associazione che lavora direttamente sul campo. A differenza delle esposizioni tradizionali, i fotografi non sono professionisti: sono proprio le persone coinvolte nelle tematiche affrontate a raccontarsi attraverso le immagini.
Durante un workshop di 12-16 incontri, il team di Ri-Scatti e il curatore del PAC Milano guidano i partecipanti nell’elaborazione visiva delle proprie esperienze, trasformando il loro punto di vista in una narrazione fotografica autentica e intensa. L’obiettivo è chiaro: offrire ai visitatori della mostra una comprensione più profonda ed empatica delle realtà che spesso restano ai margini.
Tutti i proventi derivanti dalla vendita delle fotografie e dei cataloghi ufficiali vengono interamente devoluti all’organizzazione partner del progetto, sostenendone concretamente le attività.
La missione di Ri-Scatti è duplice: sensibilizzare il pubblico e supportare concretamente le realtà non profit che ogni anno collaborano alla creazione di questi straordinari racconti collettivi.
